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Produzione Editoriale |
I Grandi Temi |
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2003
- I protagonisti dell’Ex Libris erotico.
Formato 17x24, pagine 64, brossura, in bianco e nero, 30 illustrazioni.
Testi di Remo Palmirani.
Note biografiche sui committenti.
Artisti:
Ettore Antonini (ita), Costante Costantini (ita), Frank Ivo Van
Damme (bel), Gianluigi Uboldi (ita),
Bruno Colorio (ita), Eduard Albrecht-Hagen (ger), Jean-Marcel Bertrand
(fra), Mario Guida (ita),
Bruno Missieri (ita), Gianfranco Schialvino (ita), Liliana Bastia
(ita), Ferenc Bordas (ung),
Remo Wolf (ita), Walter Clemens Shmidt (ger), Elisabetta Viarengo
Miniotti (ita), Gianni Verna (ita),
Andrea Montin (ita), Nicola Ottria (ita), Leon Lébegue (fra),
Giancarlo Pozzi (ita),
Tranquillo Marangoni (ita), Giorgio Grandi (ita), Alfonsas Cepausckas
(lit),
Natalija Chernetsova (let), Carlo Migani (ita), Harry Jürgens
(ger),Jose Triado i Mayol (spa).
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Con il patrocinio
e il contributo di:
Comune di Ortona
Provincia di Chieti
Regione Abruzzo |
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I COLLEZIONISTI,
PROMOTORI FONDAMENTALI DELL’EX LIBRIS EROTICO
Da quando, nell’ormai lontano 1970, gli psicologi Phyllis e
Eberhard Kronhausen pubblicarono “Erotic Bookplates”,
il primo studio serio e autorevole sugli ex libris erotici, sono
trascorsi più di trent’anni e molte cose sono certamente
cambiate. Gli ex libris erotici, che per molti decenni erano stati
realizzati, scambiati, collezionati segretamente, o almeno in modo
rigorosamente riservato (per non incorrere nelle sanzioni di leggi
ovunque molto repressive), non solo ottenevano una imprevista visibilità,
ma acquistavano una sorprendente dignità socioculturale ed
artistica.
Non si può certo affermare che gli ex libris erotici oggi
siano diventati popolari o che la loro visione non provochi più nessuna
reazione negativa, ma è certo che questi ultimi due decenni
hanno visto in tutta Europa un proliferare di pubblicazioni (edite
non più privatamente e distribuite alla macchia, “sotto
il mantello”, ma assolutamente lecite) e di mostre riguardanti
questa particolare forma di collezionismo.
E’ chiaro che la divulgazione degli ex libris erotici si è giovata
del veloce cambiamento del comune senso del pudore, che pare proprio
non essere più una categoria statica e immutabile, ma un fenomeno
che muta continuamente e da valutare nei diversi contesti storici.
E questo perché ciò che un tempo poteva sembrare scandaloso è divenuto
poi del tutto scontato e noioso. Nonostante una tale, inarrestabile
accelerazione storica sia la causa prima dell’impossibilità di
proporre delle definizioni conclusive, per molti resta di fondamentale
importanza distinguere ciò che è erotico da ciò che è invece
pornografico, anche se da tempo si è affermata la generale
consuetudine di designare tutti questi ex libris come erotici, qualunque
sia il grado di “aggressività” dell’immagine.
E il problema non è certo di facile soluzione.
Poiché erotismo e pornografia trovano nelle immagini il loro
intermediario naturale, e questo accade anche quando si resta nell’ambito
della parola scritta, appare evidente che , per la sua particolare
natura di “ponte” fra l’oggetto-libro e il soggetto-lettore,
oltre che per la possibilità di diventare una aggiuntiva e
personalissima illustrazione di un determinato libro o insieme di
libri, l’ex libris rappresenta l’esempio peculiare di
una tale relazione.
Restando nell’ambito della nostra ricerca possiamo dire che
la grafica definibile come erotica è quella in cui il visibile
viene utilizzato per evocare ciò che non si può vedere,
mentre pornografica è l’opera che in qualche modo risulta
oscena, cioè, secondo l’etimologia latina , “ob
scena”, che significa “ciò che non si può mostrare
apertamente sulla scena”.
All’inizio di questo scritto abbiamo ricordato come negli ultimi
trent’anni l’ex libris erotico sia stato oggetto di numerose
pubblicazioni e di diverse mostre un po’in tutta Europa. A
tale proposito è importante sottolineare come gli autori di
monografie e cataloghi di ex libris erotici abbiano costantemente
rivolto la propria attenzione verso gli artisti che hanno prodotto
queste opere, senza mai considerare l’importanza fondamentale
dei committenti, e dei collezionisti , di ex eroticis.
Come sanno tutti coloro che a diverso titolo si interessano di ex
libris, questa forma d’arte si basa su di un particolare rapporto
fra il committente dell’opera grafica e il suo autore. Una
situazione del genere non ha corrispondenze nel mondo collezionistico
e trova attinenze solo nelle grandi opere di committenza pubblica
ed ecclesiastica.
Chi conosce la storia dell’ex libris, e in particolare dell’ex
libris erotico, sa bene che non è possibile prescindere dall’ essenziale
attivismo dei grandi committenti, ai quali si deve la vitalità che
ancora oggi questa particolare forma di arte grafica continua ad
avere. Studiando l’ex libris erotico degli ultimi decenni ci
si rende facilmente conto di quanto siano ricorrenti i nomi di alcuni
titolari, e di come questi titolari siano riusciti spesso a fare
eseguire opere di una elevata qualità artistica.
L’obiettivo principale della nostra pubblicazione, e della
mostra che ne consegue, è quello di fare conoscere i nomi
dei più importanti collezionisti di ex eroticis attualmente
in attività, presentando di ognuno le opere più importanti
che portano il loro nome.
A ben guardare apparirà chiaramente come questi promotori
hanno impostato i propri ex libris personali, e quindi la propria
collezione, in modo individuale, a dimostrazione che l’erotismo
(e l’osceno) sfuggono ad una definizione precisa ed univoca,
potendo assumere aspetti del tutto differenti.
Come il lettore avrà modo di riscontrare, ognuno dei collezionisti
che abbiamo scelto ha dichiarato quale è il numero degli ex
eroticis che possiede. Poiché le differenze quantitative risultano
essere notevoli (si va dagli oltre 20.000 fogli di Blum ai circa
800 di Palmirani e di Read), anche basandomi sulla mia conoscenza
della materia in questione, credo si possa affermare che queste oscillazioni
numeriche non dipendono tanto da una maggiore o minore importanza
del collezionista quanto dalla sua personale interpretazione di che
cosa si possa definire erotico (od osceno).
Certamente ci sono collezionisti che ritengono degne di attenzione
solamente quelle opere che presentano una elevata componente artistica,
ed altri che invece sono di “manica larga” ed inseriscono
nelle loro cartelle anche fogli con scarsi requisiti artistici. Poiché i
promotori che abbiamo scelto privilegiano generalmente l’aspetto
artistico delle opere raccolte, possiamo affermare che anche per
loro (che sono ai vertici del collezionismo internazionale) il differente
numero di fogli erotici nelle loro collezioni personali deriva da
una diversa valutazione della materia in questione.
Un esempio significativo di come questi pareri risultino soggettivi
si può avere analizzando le opere che contengono la scritta “ ex
libris eroticis”. Oltre a renderci conto che un discreto numero
di tali fogli risalenti ai primi decenni del Novecento, all’osservatore
di oggi non possono in alcun modo apparire come erotici, anche per
parecchie opere contemporanee (pur se in numero minore) vale questa
discrepanza fra la dichiarazione scritta di appartenere al mondo
dell’erotismo, e una figurazione tutt’al più audace
o non proprio edificante.
Le opere che qui presentiamo non rischiano certo interpretazioni
contrastanti, proprio perché con tale scelta si è voluto
illustrare quelle che sono le tendenze più interessanti dell’odierno
ex libris erotico, generalmente molto “hard”. Si vedrà allora
come alcuni dei “nostri” committenti desiderino avere
fogli personali che illustrano una o molte delle più famose
opere letterarie erotiche (vedi l’interesse di Graham Read
per “L’amante di lady Chatterley”di D.H.Lawrence,
o l’attenzione di Wolfgang Burgmer per “ L’histoire
d’0 “ di Pauline Réage, per”La Liberté de
l’Amour” di Robert Desnos, o per altri romanzi “scandalosi”)
mentre c’è chi volge la propria attenzione soprattutto
all’intrigante mito di Leda e il cigno (come Lars Stolt). Altri
invece esprimono interessi più differenziati, dando corpo
al “Giudizio di Paride” , o a “Saffo” , agli “ Harem
turchi” o ai “Bordelli francesi”, ma soprattutto
ora a questa ora a quella passione d’alcova, senza con ciò avere
il timore di essere accusati di praticare una delle “perversioni” a
cui si è legato il proprio nome.
Che sia un gioco intellettuale o invece un atto di liberazione, una
dichiarazione di intenti o perfino una confessione in altro modo
impossibile a farsi, poco importa, e comunque poco ci interessa.
Non è nostro compito esaminare il mondo dell’ex libris
erotico con il microscopio dello scienziato o con la lente d’ingrandimento
del moralista. Abbiamo semplicemente cercato di raccogliere e di
offrire notizie, e materiale, su di un mondo certo marginale, e pur
sempre interessante per i suoi legami con l’arte e con la letteratura,
ma specialmente con un collezionismo insolito e privato, per il quale
ancora una volta valgono queste parole di Henry Spenser Ashebee:” Il
desiderio di possedere ciò che è proibito è forte
nell’uomo quanto nel bambino, nel saggio quanto nello sciocco”.
Remo Palmirani
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